Un duty-free shop (letteralmente «negozio senza imposte», in inglese), o semplicemente duty-free, è un negozio al dettaglio che non applica tutte le imposte locali o statali sulle merci in vendita. Questo genere di negozi si trova in zone franche come aeroporti, navi da crociera, etc.
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- Qual è la differenza tra Duty Free e Tax Free
- Duty Free: quanto vale?
- TOP 25 retailers | Duty Free
- Tipologie di Duty e Tax Free
- Cosa spinge i passeggeri a comprare?
- Cosa acquistano?
- Gallery
Qual è la differenza tra Duty Free e Tax Free?
Generalmente, nei negozi “tax free” non pagherete tasse locali su certi articoli. Queste tasse sugli acquisti, internazionalmente spesso abbreviate come VAT (Value Added Tax, corrispondente all’IVA) o GST (Goods and Services Tax, ovvero una tassa sui beni e sui servizi), sono comprese tra il 5 e il 25%.
Dal prezzo di vendita degli articoli “duty free” vengono dedotte sia l’IVA che le accise (delle speciali tasse governative su tabacco, alcolici, vini e liquori).
L’UE ha eliminato i duty free anni fa, quindi potete aggiudicarvi affari nei duty-free solo se il vostro viaggio inizia o termina in un paese extraeuropeo. Se viaggiate da un paese europeo all’altro, tuttavia, potrete comprare comunque degli articoli esentasse.
Duty Free: quanto vale?

Nel 2018, il valore di mercato del business dei Duty Free ammontava a circa 78 miliardi di dollari e si prevedeva di raggiungere 125,1 miliardi di dollari entro il 2023 (stima da rivedere dati i recenti avvenimenti che hanno bloccato l’economia – soprattutto quella aeroportuale). La regione Asia-Pacifico rappresentava la quota maggiore, seguita da Europa e Americhe. In Asia, infatti, il business dei Duty Free ha raggiunto la sua massima fase di sviluppo, tanto che viene visto da molti come cash cow.
Cash cow è un termine di etimo scherzoso: ricorda più o meno l’italiano vacca da mungere ed indica una serie di transazioni assai lucrative. Si tratta di un’ASA che porta a elevati flussi di cassa (cash flow), con un alto margine di profitto legato all’apice della fase di sviluppo raggiunto dall’ASA stessa. – fonte: WIKIPEDIA
L’Europa è il secondo più grande mercato duty-free, supportato dal suo ricco patrimonio e dalla sua posizione di grande regione turistica. Inoltre, la sua emersione come regione turistica più preferita per i viaggiatori cinesi e l’uscita del Regno Unito dall’UE spinge ulteriormente le vendite esenti da dazio nella regione.

I canali attraverso cui si sviluppa questo business, come emerge dalla TABELLA 2, sono principalmente rappresentati dagli aeroporti (41 miliardi di dollari).
TOP 25 retailers | Duty Free

In testa alla classifica (2018) Dufry Group, seguito da Lotte Duty Free e The Shilla Duty Free.
Tipologie di Duty e Tax Free
Aeroporto che vai, Duty e Tax Free che trovi
I Duty o Tax Free non sono tutti uguali. Si tratta di elementi indispensabili per qualsiasi scalo che si rispetti ma sono altresì camaleontici – perchè si adeguano allo scalo in cui sorgono. In che modo? Ecco alcuni esempi:
– Duty Free Shops “singoli”
Si tratta di spazi commerciali talvolta disgiunti tra loro e collocati in zone diverse dell’airside (area dopo i controlli di sicurezza) per categorie.
Punti vendita di questo tipo si riscontrano spesso in aeroporti di piccole dimensioni, con poco spazio disponibile per accogliere un’esposizione completa e continua negli spazi adibiti a Duty o Tax Free.
Altre volte, invece, non è la mancanza di spazio che impedisce la creazione di un unico grande “blocco” di esposizione, bensì i motivi sono da ricercare nella conformazione stessa del terminal. Spesso, infatti, quest’ultimo (per via delle tendenze architettoniche e infrastrutturali del periodo storico in cui è stato realizzato) poco si confà alle mutevoli – e sempre più dinamiche – esigenze commerciali o di sicurezza degli scali contemporanei.
– Duty Free Shops “walkthrough”
Si tratta dei più comuni Duty o Tax Free presenti negli scali più trafficati. E’ ormai difficile contare quali degli scali internazionali non abbiano ancora adottato questo tipo di soluzione per arricchire e rendere competitiva la propria offerta commerciale.
Si tratta di grandi unici “blocchi” di esposizione, posizionati in zone strategiche del terminal, spesso nei pressi o subito dopo aver varcato l’airside.
Perchè walkthrough? La parola stessa da un’idea della particolarità del punto vendita.
Walkthrough significa letteralmente “passare attraverso”. I Duty o Tax Free di questo tipo si caratterizzano per essere dei punti vendita che si sviluppano lungo un percorso – appositamente creato – che obbliga talvolta i passeggeri ad attraversarlo per raggiungere i propri gate d’imbarco.
Cosa spinge i passeggeri a comprare?
Secondo l’ “Economic impact of Duty Free and Travel Retail in Europe“, il report elaborato dal Duty Free World Council, la maggior parte dei passeggeri decidono di acquistare per tre motivi principali:
- Vantaggi di prezzo: i Duty e Tax free spesso offrono prodotti a prezzi competitivi che, una volta usciti dallo scalo, si mostrano in rialzo;
- Rapporto qualità – prezzo: i Duty e Tax free presentano al loro interno una vasta gamma di prodotti appartenenti alla fascia premium e luxury del mercato, pur mantenendo, a seguito delle esenzioni fiscali, dei prezzi ragionevoli;
- Impossibilità di ritrovare gli stessi prodotti una volta tornati a casa: i Duty free sono paradisi dello shopping. Qualsiasi prodotto si cerchi, lì si potrà trovare.
Di seguito l’elenco completo dei principali motivi che spingono all’acquisto nei Duty Free.

Cosa acquistano?

Gli asiatici si dimostrano, dunque, maggiormente propensi all’acquisto rispetto agli europei, che comunque gli tengono testa sul versante Profumeria. Le altre categorie merceologiche, invece, trovano il proprio massimo posizionamento nel mercato asiatico. Soprattutto l’ambito del Fashion e degli Accessori è molto amato dalla popolazione, che spesso manifesta le proprie preferenze per brand dell’alta moda italiana o francese.












Articolo davvero molto interessante e dettagliato!! Complimenti per l’ottima spiegazione, continua così ♥️
Grazie mille!